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Banca Progetto: il factoring per le PMI in Italia diventa realtà

 

È partito da Milano il Roadshow di presentazione del nuovo servizio alle imprese, che farà tappa anche a Torino, Roma, Napoli e Bari

Il mercato del factoring in Italia sta registrando una costante crescita ma, soprattutto nella formula del pro-soluto, è da sempre un beneficio per pochi: viene concesso principalmente alle aziende di dimensioni medio/grandi e soltanto per alcune tipologie di operazioni commerciali.

Banca Progetto, invece, ha l’ambizioso obiettivo di trasformare il factoring in uno strumento per le PMI, ovvero per tutte quelle realtà imprenditoriali che hanno più bisogno di liquidità e hanno meno forza contrattuale nel gestire i tempi di cash flow, dovendosi destreggiare tra i tempi di incasso e di uscite finanziarie con clienti e fornitori.

In linea con la sua mission, la banca digitale lancia una nuova gamma di offerte factoring proprio per le PMI, che rappresentano il tessuto imprenditoriale ed economico del nostro Paese e, per questo, anche il core business della banca.

Forti dell’esperienza già maturata con il lending a medio e lungo termine e con la cessione dei crediti IVA, il factoring è la naturale prosecuzione di quel servizio di eccellenza rivolto alle micro, piccole e medie imprese per il loro sviluppo e crescita.

Si tratta di una trasformazione, non solo finanziaria ma anche culturale, da sempre auspicata e mai realizzata nella pratica imprenditoriale e che è stata presentata a Milano in occasione della prima tappa del Roadshow “Il nuovo scenario del factoring in Italia” presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Un tour, che illustrerà la nuova linea di prodotti pro-soluto definitivo, pro-soluto parziale e pro-solvendo nelle tappe di Torino, Roma, Napoli e Bari.

 

Factoring: un mercato in crescita che con Banca Progetto coinvolge finalmente anche alle PMI

Nel 2022, il factoring ha generato in Italia un turnover di 287,26 miliardi di euro, in crescita del 14,61% rispetto all’anno precedente. Si conferma, inoltre, come strumento principe tra le alternative possibili ai finanziamenti per ottenere liquidità. In base ai dati illustrati nel corso della tappa di Milano del Roadshow, su un totale di 424 miliardi di crediti commerciali registrati nel 2020, il ricorso al factoring ha permesso di recuperare liquidità per 55 miliardi di euro (pari al 13% del totale). Ed è un trend in crescita che supera altri strumenti come l’anticipo fatture, che ha generato un recupero di 43 miliardi di euro (pari a circa 10% del totale), e altre soluzioni innovative come la cartolarizzazione, la cessione dei crediti futuri, l’invoice trading, il confirming o il dynamic discounting, che insieme rappresentano soltanto il 4%.

I dati confermano che il factoring per le PMI è un mercato che aspetta di essere scoperto e che Banca Progetto intende presidiare con le formule pro-soluto e pro-solvendo con un peso specifico notevole per la prima soluzione pari a un 70%-80% delle offerte.

La road map è quella di partire dalla clientela, in linea con l’obiettivo di offrire un servizio di eccellenza, ampliando i servizi offerti per creare soluzioni personalizzate grazie a una sempre più vasta gamma di risposte commerciali e una gestione interna altamente digitalizzata e rapida.

 

Banca Progetto factoring PMI

Il factoring di Banca Progetto, l’Ad Paolo Fiorentino: “Non partiamo dal prodotto, partiamo dal cliente”

In Italia si parla di factoring rivolto alle PMI da tempo, ma nella pratica è stata una strada realmente poco battuta, sia per probabili remore culturali imprenditoriali, sia soprattutto per logiche finanziarie.
Banca Progetto intende fare da pioniere in una rotta indicata da molti, ma in concreto mai percorsa in maniera sistematica e organizzata.

“Siamo focalizzati su quello che veramente serve alle aziende, oggi il bisogno principale delle PMI italiane è avere un accesso sano al credito” ha affermato l’amministratore delegato Paolo Fiorentino. “Noi stiamo proponendo loro una varietà di prodotti che riescono a intercettare sia la parte a medio lungo termine, ma anche la parte circolante riuscendo con loro a togliere il rischio sulle fatture e sui loro crediti”.

Tra questi strumenti c’è appunto il factoring per le piccole e medie imprese. Un obiettivo ambizioso, ma realistico per Banca Progetto perché “non partiamo dal prodotto, partiamo dal cliente”, ha aggiunto l’Ad Fiorentino. “Oggi abbiamo circa 7 mila anagrafiche di PMI che sono nostre clienti. Di queste abbiamo già identificato con i nostri partner 2 mila aziende che hanno dei crediti che sono factorizzabili e che, quindi, potrebbero oggettivamente migliorare le loro condizioni finanziarie e quelle patrimoniali, migliorando anche il profilo di rischio e il rating della nostra clientela. Quindi, partendo dal cliente, noi siamo confidenti del fatto che riusciremo sul factoring ad avere gli stessi ottimi risultati che abbiamo avuto sul lending”.

 

Il factoring e il PNRR, il Responsabile Divisione PMI Giuseppe Pignatelli: “Il factoring è lo strumento migliore per supportarle”

Il factoring potrebbe giocare un ruolo importante anche per tutte quelle aziende che partecipano alle gare di appalto legate al PNRR. Secondo il Responsabile Divisione PMI Giuseppe Pignatelli il factoring è forse lo strumento migliore per accompagnare la fase iniziale di investimento a medio lungo termine per avviare il cantiere, fino alla fase del finanziamento del cantiere avviato, che può avvenire smobilizzando le fatture che vengono via via emesse” ha affermato. “Quindi, diciamo che anche nell’ottica del PNRR c’è un rafforzamento della nostra presenza e della nostra capacità di finanziare tutte le aziende che parteciperanno agli appalti relativi al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.

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