Emilia-Romagna: bando ricerca e sviluppo

Emilia-Romagna: bando ricerca e sviluppo

Contributi a fondo perduto per progetti di economia circolare e lotta ai cambiamenti climatici

La Regione Emilia-Romagna ha indetto il “Bando per progetti di ricerca e sviluppo sperimentale” allo scopo di potenziare e sostenere le Pmi che puntano a investire su progetti altamente tecnologici e innovativi e che incrementano l’occupazione di personale specializzato.

Tramite tale bando, infatti, l’amministrazione regionale si pone come obiettivi:
1. L’aumento della competitività delle imprese e dei sistemi produttivi regionali
2. Riportare l’occupazione ai livelli pre-Covid 19.

Tali finalità sono perseguite tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto destinati alle Pmi e alle grandi imprese con aliquote differenti a seconda che si tratti di progetti di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale. A seconda della dimensione aziendale, poi, l’ammontare massimo del sostegno varia dai 500 ai 700 mila euro.

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Vediamo più in dettaglio come sarà trasformata Termini Imerese.

 

Quali sono gli obiettivi del bando indetto dall’Emilia-Romagna?

Il bando indetto dalla Regione Emilia-Romagna punta a sostenere progetti di ricerca e sviluppo sperimentale e, in particolar modo, di quelli che riguardano l’economia circolare e la lotta ai cambiamenti climatici.

Non solo. Il bando punta ad assumere nuovi ricercatori e a favorire “la qualificazione delle filiere produttive regionali, attraverso un’elevata capacità brevettuale, lo sviluppo di tecnologie di frontiera, l’implementazione di soluzioni innovative e l’impatto sociale e sui territori”.

Bando ER ricerca e sviluppo: soggetti beneficiari

Possono presentare domanda per poter ottenere i contributi a fondo perduto tutte le PMI che siano:
− imprese singole
− parte di aggregazioni di imprese, costituite nella forma di contratto di rete
− parte di consorzi con attività esterna

Possono presentare istanza anche:
– altri soggetti iscritti al REA
– le grandi imprese (GI) a condizione che assumano almeno un ricercatore per sviluppare il progetto e che si avvalgano della cooperazione con una PMI che non appartenente allo stesso gruppo di imprese

Qual è l’agevolazione prevista dal bando per le imprese?

L’agevolazione prevista dal bando indetto dall’Emilia-Romagna consiste in contributi a fondo perduto, nella forma del conto capitale, pari a:
− fino al 45% delle spese ammissibili per i progetti che riguardano la ricerca industriale (RI)
− fino al 20% delle spese ammissibili per i progetti che riguardano lo sviluppo sperimentale (SS)

È possibile ottenere la maggiorazione fino a 10 punti percentuali per le sole PMI a patto che l’impresa si impegni ad assumere 1 ricercatore (per le grandi imprese l’assunzione è condizione necessaria per poter ottenere i benefici).

Infine, il limite massimo del contributo concedibile per azienda è pari a:
500 mila euro nel caso delle piccole e medie imprese o rete di PMI
700 mila euro nel caso delle grandi imprese

Mentre i costi dei progetti ammissibili devono essere almeno pari a:
– 250 mila euro per le PMI e per la rete di PMI
– 500 mila euro per le grandi imprese (ridotti del 50% se le imprese sono culturali e creative)

 

Emilia-Romagna bando ricerca e sviluppo

Bando ER ricerca e sviluppo: tipologie di progetti ammissibili

I progetti ammissibili, divisi nelle seguenti due categorie, devono essere realizzati nelle sedi aziendali presenti nel territorio dell’Emilia-Romagna:
1. progetti finalizzati alla ricerca industriale (RI)
2. progetti finalizzati aIlo sviluppo sperimentale

Nel bando sono specificate le caratteristiche delle due linee di intervento:

1. Ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità, da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Essa comprende la creazione di componenti di sistemi complessi e può includere la costruzione di prototipi in ambiente di laboratorio o in un ambiente dotato di interfacce di simulazione verso sistemi esistenti e la realizzazione di linee pilota, se ciò è necessario ai fini della ricerca industriale, in particolare ai fini della convalida di tecnologie generiche

2. Sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, effettuate in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali laddove l’obiettivo primario è l’apporto di ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi. Lo sviluppo sperimentale può quindi comprendere lo sviluppo di un prototipo o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali che è necessariamente il prodotto commerciale finale e il cui costo di fabbricazione è troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione e servizi esistenti e ad altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti”.

Le spese ammissibili sono:
“A. Ricerca contrattuale con organismi di ricerca e/o laboratori della rete, brevetti frutto della ricerca, sviluppo di software specifico, servizi di consulenza di carattere tecnico-scientifico, spese per l’utilizzo di laboratori di ricerca o di prova
B. Acquisto/noleggio di strumentazione scientifica, impianti industriali, acquisto di brevetti, software specialistico nella misura massima del 40% del totale della voce di spesa A
C. Realizzazione fisica di prototipi, nella misura massima del 40% del totale delle voci di spesa A e B (solo per sviluppo sperimentale)
D. Personale adibito ad attività di ricerca, progettazione, sperimentazione, assunto con contratto di lavoro subordinato, rendicontabili forfettariamente nella misura massima del 20% del totale delle voci di spesa A, B, C
E. Spese generali, calcolate nella misura forfettaria del 5% del totale dei costi diretti ammissibili (totale voci A,B,C,D)”

Bando ER ricerca e sviluppo: la dotazione finanziaria

L’Emilia-Romagna ha messo a disposizione 25 milioni di euro per finanziare i progetti ammissibili. Di questi, quasi la metà, ovvero 10 milioni di euro è destinata a supportare i progetti legati agli ambiti dell’Energia pulita, sicura e accessibile, della Circular Economy e del Clima e Risorse Naturali (aria, acqua e territorio).

I fondi derivano dalle risorse del Programma Regionale FESR 2021/2027, ASSE 1 “Ricerca e Innovazione”, Azione 1.1.1 “Sostegno a progetti di ricerca, sviluppo sperimentale e innovazione delle imprese”.

Le agevolazioni saranno erogate in base al punteggio ottenuto dal progetto e fino a esaurimento delle risorse stanziate.

Come partecipare e la scadenza del bando

Le domande vanno presentate attraverso la piattaforma web SFINGE2020 a partire dalle ore 13.00 del 1° febbraio 2023 fino alle ore 13.00 del 28 febbraio 2023.

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