PNRR, cosa prevede la revisione del Piano

Aumentato a 194,4 miliardi di euro lo stanziamento del Piano. 6. Le Missioni diventano sette con la l’aggiunta del capitolo REPowerEU

La Commissione europea ha dato parere positivo al nuovo Piano di Ripresa e Resilienza italiano dopo che il 4 settembre è stato avviato formalmente il negoziato. Ora, affinché entri in vigore, bisogna attendere l’approvazione del Consiglio UE.
Le risorse complessive stanziate per gli investimenti sono passati da 191,5 miliardi di euro a 194,4 miliardi, di cui 122,6 miliardi in prestiti e 71,8 miliardi di euro in sovvenzioni.
Aumentato anche il numero delle Missioni, che passano dalle sei attuali a sette, con l’aggiunta del capitolo destinato al REPowerEU. Di conseguenza, le riforme sono aumentate di sette, cinque delle proprio per quest’ultima Missione. Il numero complessivo tra Milestone e Target salgono da 527 a 614, mentre sono 145 le misure nuove o modificate. Rafforzate anche alcune delle riforme già previste.
Nell’ambito della revisione del PNRR, infine, sono stati confermati i finanziamenti ai Comuni per i progetti in linea con le condizioni e le tempistiche del PNRR.

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Aumento delle Missioni da 6 a 7 nel nuovo PNRR

Alle sei Missioni ormai note, se ne aggiunge un’altra che riguarda il REPowerEU.
A tale capitolo sono riferite cinque delle sette nuove riforme inserite nel Piano dalla revisione, ovvero:

  1. Riduzione dei costi di connessione alle reti del gas per la produzione di biometano derivante da rifiuti organici urbani o scarti agricoli, in modo di promuovere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
  2. Power Purchasing Agreement (PPA), ovvero contratti innovativi per garantire una remunerazione stabile a chi investe nelle fonti rinnovabili in modo da incentivare la costruzione di nuovi impianti, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità
  3. Green Skills: formazione e riqualificazione per i lavoratori del settore privato e della PA per rafforzare le competenze connesse alla transizione ecologica richieste dal mercato
  4. Revisione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD) a partire dal 2026
  5. Testo unico per le procedure in materia di energie rinnovabili. Lo scopo è quello di superare la complessità e l’incertezza dei processi autorizzativi che oggi rappresentano un ostacolo al maggiore sfruttamento delle fonti rinnovabili. In parallelo, è prevista una piattaforma digitale per semplificare le interazioni tra imprese e amministrazioni interessate

Le altre due nuove riforme non legate al REPowerEU riguardano:

  • Riordino degli incentivi alle imprese, con l’obiettivo di razionalizzare e semplificare le agevolazioni rivolte al settore produttivo; è previsto anche il rafforzamento della piattaforma “Incentivi.gov.it” e del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), con l’obiettivo di fornire alle imprese degli strumenti informativi semplici ed efficaci
  • La riforma della politica di coesione, per estendere alle politiche di sviluppo e coesione l’approccio orientato ai risultati del PNRR allo scopo di assicurare la tempestiva attuazione degli interventi prioritari e complementari con il PNRR

Investimenti alle imprese per 12,4 miliardi di euro

Il PNRR revisionato prevede il finanziamento di nuove misure, l’incremento di risorse a favore di altre già previste e la riprogrammazione di alcuni interventi in modo da poter rispettare il cronoprogramma del PNRR.
Ecco le principali linee di azione:

  • Transizione 5.0: con una dotazione finanziaria complessiva di 6,3 miliardi di euro, è un’evoluzione di “Transizione 4.0”. Attraverso lo strumento del credito di imposta, si punta a sostenere gli investimenti delle imprese in efficientamento energetico, nell’uso di energie rinnovabili e nella formazione del personale in competenze green per la transizione verso un’economia a zero emissioni.
    Gli investimenti riguardano sia i beni digitali (beni 4.0 materiali e immateriali), che i beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili con lo scopo di ottenere un significativo risparmio energetico in due anni, anche per le industrie energivore.
  • Supporto alle Piccole e Medie Imprese per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (FER): con 320 milioni di euro stanziati si punta a fornire un sostegno finanziario per l’acquisto di sistemi e tecnologie digitali necessari all’autoproduzione, all’autoconsumo o allo stoccaggio e accumulo di energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili (FER). Il livello di investimenti da parte delle PMI è atteso in oltre 600 milioni di euro, circa il doppio dello stanziamento.
  • Supporto al sistema produttivo per la Transizione Ecologica: destinati a tale scopo 2,5 miliardi di euro per favorire lo sviluppo delle filiere strategiche per la transizione verso un’economia a zero emissioni (solare fotovoltaico, eolico, batterie, pompe di calore, elettrolizzatori e tecnologie di cattura, stoccaggio e uso dell’anidride carbonica), l’efficienza energetica dei processi produttivi e la sostenibilità degli stessi
  • Contratti di Filiera: sono destinati 2 miliardi di euro per il finanziamento dei contratti di filiera nei settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo allo scopo di ridurre le emissioni di gas serra, gli sprechi alimentari e l’uso di pesticidi e antimicrobici, migliorare l’efficienza energetica e aumentare la produzione e l’uso di energie rinnovabili da parte delle imprese del settore
  • Parco Agrisolare: aggiunti altri 850 milioni di euro per le aziende agricole e di allevamento, per sostenere l’installazione di pannelli fotovoltaici, sistemi di gestione intelligente dei consumi elettrici ed accumulatori, nonché per incentivare la realizzazione di tetti energetici per ridurre il consumo energetico
  • Materie prime critiche: stanziati 50 milioni di euro per sostenere la ricerca e lo sviluppo su tali materie per rilanciare la competitività del sistema produttivo.

Altre modifiche al nuovo PNRR

Tra le altre modifiche frutto della revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci sono:

  • Stanziamento di 1,2 miliardi di euro per la ricostruzione dei territori colpiti dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche
  • Stanziamento di 1,8 miliardi di euro per la realizzazione ed il rafforzamento strategico di reti elettriche e per il gas
  • Stanziamento aumentato a 1,024 miliardi di euro per il finanziamento di interventi per la riduzione delle perdite e della dispersione idrica
  • Dotazione di 1,165 miliardi di euro per l’acquisto di nuovi treni a emissioni ridotte, per il servizio pubblico nazionale e regionale
  • Aumentati a 400 milioni di euro i fondi per l’elettrificazione delle banchine portuali (Cold Ironing);
  • Stanziati ulteriori 921 milioni di euro per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, la realizzazione di nuove scuole e l’estensione del tempo pieno
  • Istituito un fondo di 1,381 miliardi di euro, in favore di famiglie a basso reddito e dei giovani per l’efficientamento energetico degli immobili ERP per i condomini
  • Stanziati ulteriori 238 milioni di euro per sostenere l’housing universitario con la creazione di 60mila nuovi posti letto per studenti entro giugno 2026
  • Previsto un 1 miliardo di euro aggiuntivo per la Riforma GOL per il mercato del lavoro per colmare il disallineamento tra domanda e offerte di competenze professionali (skill mismatch).
  • Stanziati 750 milioni di euro per l’assistenza domiciliare integrata e la telemedicina, in linea con l’approccio territoriale e innovativo della riforma della sanità contenuta nel PNRR.

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