Innalzate le aliquote dei tassi del contributo statale al 3,575% e al 5,50% per agevolare gli investimenti ecosostenibili e al Sud
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2022 il decreto del Mise del 22 aprile 2022 che contiene due nuove linee di agevolazioni nell’ambito della Nuova Sabatini:
1. la Nuova Sabatini Green
2. la Nuova Sabatini Sud
Entrambi i benefici vanno ad ampliare il sostegno offerto alle micro, piccole e medie imprese che operano su tutto il territorio nazionale.
Si tratta, in realtà, di due agevolazioni che erano già state previste nella Legge di Bilancio del 2020, ma solo adesso, con il recente decreto ministeriale, vengono rese operative (salvo attendere l’imminente provvedimento che conterrà le modalità di presentazione delle domande).
Prima di vedere nello specifico quali sono le novità introdotte, illustriamo brevemente cosa ha previsto finora la “Nuova Sabatini”.
Indice:
Cosa prevede la “Nuova Sabatini”
Introdotta con il Decreto-legge del Fare (Decreto-legge n. 69/2013), la “Nuova Sabatini” ha gli obiettivi di:
• incentivare e sviluppare la competitività delle micro e delle PMI italiane attraverso l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni strumentali 4.0
• favorire le imprese nell’accesso al credito
Lo strumento, dunque, punta a innovare (in ottica di transizione digitale) il patrimonio strumentale delle realtà economiche del nostro Paese, agevolando contemporaneamente l’incontro tra imprese e istituti di credito e banche.
“Nuova Sabatini”: linee di intervento
L’agevolazione consiste in due linee di benefici:
1. un finanziamento alle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto o l’acquisizione in leasing di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali “Industria 4.0” (macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo, hardware, software e nuove tecnologie digitali)
2. un contributo da parte del Mise in conto impianti parametrato agli interessi sui finanziamenti ottenuti
Il contributo statale è stato stabilito in via convenzionale ed è pari al valore degli interessi applicati sul finanziamento ricevuto prevedendo una durata di cinque anni del piano di rimborso. Il tasso di interesse utilizzato nel calcolo è pari:
– al 2,75% per gli investimenti ordinari
– al 3,575% per gli investimenti in tecnologie “industria 4.0”
Gli step da compiere, dunque, sono due: il primo è quello di ottenere il finanziamento dalla banca, il secondo, e successivo, è richiedere il contributo statale.
Il finanziamento della banca
Per poter usufruire del contributo statale, è necessario preventivamente ottenere un finanziamento. Questo può essere richiesto a banche e intermediari finanziari che aderiscono all’Addendum alla convenzione tra il Mise, l’Abi e la Cassa depositi e prestiti, tra cui anche Banca Progetto, specializzata nel sostegno finanziario alle imprese.
L’importo del prestito può coprire fino al 100% del costo dell’acquisto o del contratto di leasing.
Infine, il finanziamento può beneficiare anche della garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino al limite massimo dell’80% del suo ammontare a patto che il prestito:
– abbia una durata non superiore a 5 anni
– sia di importo compreso tra 20 mila euro e 4 milioni di euro
– sia interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
Vediamo, allora, come è stato ampliato il beneficio con l’opzione Green e Sud.
La “Nuova Sabatini Green”
Il decreto ministeriale del 22 aprile 2022 prevede che le imprese che acquistino beni strumentali ad uso produttivo sia concesso un contributo pari al 3,575% (come per investimenti in ambito di “industria 4.0”), a patto che siano a basso impatto ambientale e che migliorino l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.
In pratica, al posto di avere un contributo tarato sul tasso del 2,75% previsto per gli investimenti ordinari, le imprese possono beneficiare di un tasso maggiorato del 3,575%.
Il finanziamento, come per la formula ordinaria della “Nuova Sabatini” deve avere una durata massima di 5 anni e deve avere un valore compreso tra i 20 mila e i 4 milioni di euro.
Chi può ottenere l’agevolazione “Nuova Sabatini Green”
I soggetti che possono beneficiare dell’agevolazione sono le micro, piccole e medie imprese che svolgono qualunque tipo di attività e che al momento della domanda rispettano i seguenti requisiti:
– sono regolarmente iscritte nel Registro imprese della camera di commercio o nel Registro delle imprese di pesca
– sono in attività e non sono sotto sottoposte a liquidazione volontaria o a procedure concorsuali
– non hanno ricevuto aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea che sono stati successivamente non rimborsati o depositati in un conto bloccato
– non versano in una condizione di difficoltà economica
– hanno la residenza in Italia o, se è in un Paese estero, si impegnano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento
Sono escluse, invece, le società che operano nel settore finanziario e assicurativo e le attività connesse all’esportazione.
La “Nuova Sabatini Sud”
Possono richiedere il contributo, legato al finanziamento bancario, le microimprese e le PMI che rispettano i requisiti validi anche per la “Nuova Sabatini Green”, ma che in aggiunta hanno la loro sede in una delle seguenti regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per loro, il contributo statale, fermo restando le altre condizioni di calcolo, viene erogato sulla base di un tasso maggiorato fino al 5,50%.
Gli investimenti agevolabili sono sempre quelli strumentali 4.0.
Come richiedere la “Nuova Sabatini Green e Sud”
Per poter ottenere il finanziamento bancario e il contributo statale è necessario compiere i seguenti passi:
1. La micro o PMI si rivolge alla banca o all’intermediario finanziario per richiedere il finanziamento (compreso tra 20 mila e 4 milioni di euro)
2. Contestualmente presenta alla banca la domanda di accesso al contributo statale, documentando il possesso dei requisiti richiesti e il piano di investimenti strumentali previsti
3. La banca è l’intermediario finanziario, dopo aver accertato la regolarità dei requisiti e delle condizioni, invia al Mise la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo
4. Dopo aver accertato l’ammontare del contributo erogabile da parte del Mise, la banca (o l’intermediario finanziario) decide se concedere o meno il finanziamento all’impresa
5. In caso affermativo, l’istituito di credito trasmette al Mise la delibera di concessione del finanziamento, il quale poi emette il provvedimento per la concessione del contributo
È evidente come, pur rispettando tutte i requisiti richiesti dalla normativa e della tipologia di investimento in ottica “Industria 4.0”, il fulcro dell’operazione risieda nella concessione del finanziamento.
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