Stanziati 25 milioni di euro per sostenere la trasformazione tecnologica nei processi produttivi e organizzativi
L’Emilia-Romagna punta sulla transizione digitale delle imprese con un bando che intende sostenere la realizzazione di progetti innovativi attraverso finanziamento a fondo perduto.
Lo scopo è quello di favorire l’introduzione delle tecnologie digitali legate alla quarta rivoluzione industriale nei processi produttivi e organizzativi.
L’attenzione è rivolta alle micro, piccole e medie imprese che, a differenza delle realtà più grandi, spesso non riescono ad investire in nuovi processi tecnologici che siano anche più sostenibili.
Per la misura sono stati stanziati 25 milioni di euro. Ma le risorse messe a disposizione dalla regione Emilia-Romagna potrebbero anche aumentare, a discrezione della giunta regionale, se ci dovessero essere altre risorse disponibili.
Vediamo chi può partecipare al bando, quali sono i progetti finanziabili e a quanto ammonta il contributo.
Indice:
Chi può ottenere i contributi?
Possono presentare l’istanza per ottenere i contributi tutte le micro e PMI con sede operativa o, comunque, che hanno un’unità locale, ubicata in Emilia-Romagna.
I soggetti beneficiari possono avere qualunque tipo di forma giuridica e possono operare in qualunque settore merceologico.
Sono escluse, però, le PMI che svolgono la loro attività nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
A quanto ammonta il contributo per la transizione digitale?
Il sostegno previsto dal bando è un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili relative al processo di digitalizzazione della PMI.
Un ulteriore contributo, pari al 5%, può essere richiesto se:
– il progetto prevede effetti positivi in merito all’occupazione di nuove competenze nel settore dell’ICT o dell’organizzazione aziendale
– il progetto è presentato da imprese femminili o giovani
– la PMI è in possesso del rating di legalità (per le imprese che hanno un fatturato annuo pari o maggiore a 2 milioni di euro
– la PMI svolge la sua attività in un’area montana
– la PMI ha sede operativa o locale, dove saranno effettuati gli interventi di transizione digitale, in un’area dell’Emilia-Romagna compresa nella carta nazionale degli aiuti di stato a finalità regionale (c.d. AREE 107. 3. C)
– la PMI ha sede operativa o locale, dove saranno effettuati gli interventi di transizione digitale, in un’area interna dell’Emilia-Romagna (c.d. AREE INTERNE, come individuate nell’allegato B alla Deliberazione di Giunta n. 512/2022)
Il contributo massimo ricevibile dalla singola impresa è pari a 150 mila euro. Se la stessa PMI presenta più progetti per sedi differenti, l’ammontare del contributo massimo è lo stesso, ma spalmato tra i vari progetti.
In ogni caso, l’intervento proposto deve prevedere un investimento minimo di 20 mila euro.
I contributi previsti dal bando sono concessi nell’ambito del “Regime de minimis”.
Il sostegno della regione Emilia-Romagna non copre tutto l’investimento ma, come detto, una fetta importante, pari al 40% (aumentabile di un ulteriore 5%). Il resto deve essere sostenuto dalla PMI.
Il restante 60% degli investimenti deve essere finanziato dall’impresa stessa, che potrebbe avere la necessità di rivolgersi a una banca per ottenere un finanziamento.
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Transizione digitale: quali sono gli interventi finanziabili?
Gli interventi finanziabili sono quelli legati alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi e organizzativi aziendali e dei prodotti delle PMI che hanno una sede produttiva o operativa all’interno del territorio dell’Emilia-Romagna e che non hanno come scopo una decalozzazione.
La transizione digitale deve essere garantita dall’implementazione, come riporta il bando, di “soluzioni digitali nelle catene di fornitura, vendita ed e-commerce, distribuzione di beni e logistiche, nei processi di erogazione dei servizi, nei sistemi di comunicazione e di marketing”.
Nello specifico, sono valutati i progetti che mirano a:
• Implementare la digitalizzazione nei processi interni alla PMI
• Implementare la digitalizzazione nelle filiere, in particolar modo quelle che rientrano nelle seguenti specializzazioni produttive (indicate nella “Strategia di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente 2021/2027”):
– Sistema agroalimentare
– Edilizia e costruzioni
– Sistema della meccatronica e della motoristica
– Industrie della salute e del benessere
– Industrie culturali e creative
– Industria del turismo
– Innovazione nei servizi, trasformazione digitale e logistica
– Energia e sviluppo sostenibile
I progetti di digitalizzazione potranno essere finalizzati a:
1. Digitalizzazione di base: per introdurre nell’impresa soluzioni tecnologiche iniziali per un processo più ampio in una fase successiva
2. Digitalizzazione avanzata: per introdurre almeno una delle 9 tecnologie abilitanti del piano nazionale impresa 4.0, ovvero “Internet delle cose (IoT), Big data analytics, Integrazione orizzontale e verticale dei sistemi, Simulazioni virtuali, Robotica, Cloud computing, Realtà aumentata, Stampanti 3d, Cybersecurity”
Gli interventi ammissibili sono quelli avviati a partire dal 1° luglio 2022 e che vengono completati entro il 31 dicembre 2023, salvo proroghe, pena l’inammissibilità delle relative spese tra quelle ammissibili al contributo.
Non sono agevolabili, al contrario, gli interventi terminati o comunque ormai pienamente attuati prima della presentazione dell’istanza per ottenere il contributo regionale.

Spese ammissibili
Le spese ammissibili indicate nel bando della regione Emilia-Romagna sulla transizione digitale sono:
a) acquisto di strumenti, attrezzature, hardware, software e servizi di cloud computing e SAAS (Software as a service)
b) spese per piccoli interventi edili, murari e di arredo legali all’installazione degli strumenti, macchinari e attrezzature. Tali spese sono ammissibili entro una percentuale massima del 10% e comunque con un tetto massimo di 10 mila euro
c) spese per consulenze specialistiche dovute all’implementazione dei processi digitali; tali spese devono essere al massimo pari al 30% del costo dello strumento, del macchinario, dell’attrezzatura o dell’intervento edile, con un tetto massimo di 20 mila euro
d) costi generali per la definizione e gestione del progetto, compresa la formazione e l’assunzione di personale competente; la percentuale massima di ammissione è del 5% della somma delle voci di spesa indicate nei punti precedenti
Modalità di partecipazione e scadenza del bando
Le domande per ottenere il contributo a fondo perduto devono essere inviate esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web “SFINGE 2020”. Le modalità di compilazione e di invio sono disponibili sul sito internet della Regione Emilia-Romagna.
In merito alla scadenza, sono previsti due termini di presentazione delle domande:
1. Dalle ore 10:00 del 13 settembre 2022 alle ore 13:00 del giorno 20 settembre 2022 per i progetti che prevedono, entro la fine del 2022, una spesa di almeno il 20% di quella totale per la realizzazione dell’investimento
2. Dalle ore 10:00 del 21 settembre 2022 alle ore 13:00 del 20 ottobre 2022 per i progetti che non prevedono una parte della spesa entro la fine del 2022
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